La fase della preparazione è giunta al termine. Stanchi ma con gli occhi impreziositi dai riflessi di persone e luoghi. Gli eventi si accavalcano, ognuno di noi riempie agende di schizzi e geometrie, affinché nulla si perda ed i piccoli mattoncini trovino il posto che gli appartiene.

Crowdtour #1

Iniziamo dal Fluid Studying, Bologna 19-21 maggio 2017.

fluid studying2

Tre giorni di incontri e commistioni di studi e pratiche attorno ad un tema a noi tanto caro: La biologia del Rito. In una bellissima casa bolognese affittata per l’occasione si mettono a confronto, intervento dopo intervento, le peculiarità proprie della Cura in contesti diversi. Un vero e proprio viaggio nello spazio e nel tempo che rimescola i nostri umori, scuote le certezze con ilari ventate da paradisi subcellulari, psichiatria illuminata dal battito del cuore, riflessioni semiotiche, sprazzi di eroismo quotidiano che si oppone alla ferocia dei potenti e del sistema criminale che deruba il mondo della sua bellezza. Invano. La sensazione di essere parte di un nuovo respiro, la volontà di incarnarlo, disvelando sensibilità compresse, armonizzandole nella danza, nel rito, donandola a ricettori che addomesticano la stessa scienza ponendola al servizio di questa nostra umanità pulsante. Il rito evocato nel titolo ha trasportato tutti noi, ci ha uniti ed il piacere immenso di condividere questo viaggio si è trasferito in abbracci, parole e musica.
L’entusiasmo ha mangiato qualche ora alla notte, corpi stanchi e beati.
Al mattino la sveglia, l’eco del treno in arrivo. Un paio di cose nello zaino e via verso la seconda tappa.

Crowdtour #2

Cavallerizza, 22-24 maggio, Torino.

torino

Le celebrazioni per il triennio dall’occupazione imperversano. Al nostro arrivo si percepisce la fatica del weekend appena concluso. La disorganizzazione tocca con i suoi strali il nostro piano. Ci rendiamo conto che l’Atelier di Teatro Rituale che dovevamo condurre è scivolato dal tavolo organizzativo sospinto da decine di altri eventi. La mancata pubblicità mi lascia perplesso, un po’ arrabbiato, ma la vita nuovamente dimostra la sua intelligenza che tutto pervade, l’amore per il piano B, la sorpresa nascosta sotto il sasso che ostacola il passo.
Solo due persone si presentano all’appuntamento. Entrambe giunte direttamente o meno da una mail da me inviata in velocità poco prima. Sull’onda della stanchezza e lievemente toccato dallo sconforto decido di fare una sola sessione e di abbandonarmi alla città.
Carmela mi introduce ad un gruppo teatrale che da un ventennio sperimenta nel solco tracciato da Grotowski con i quali scocca subitanea la freccia dell’intesa. Il Laboratorio Permanente guidato da Domenico Castaldi mi offre uno spettacolo privato nelle cripte del cimitero sconsacrato, zona Baloon. Brividi che cospargono le membra, voci curate, che si abbracciano e sostengono, si oppongono per giungere ad armonie superiori. Corpi che esprimono, che non cedono al privilegio del volto, emozioni che discendono come cascata da un tempo in cui già correvamo assieme. Mi prendo un momento, gli parlo di Wiracocha, del viaggio e dello spettacolo che sarà, dallo stomaco fuoriescono parole. Accettano. Saranno parte del viaggio. Settembre, 21 giorni di residenza creativa, prima di esordire, assieme nel novembre bolognese a Cell Meodies II. Magia.
Il mercoledì sera, inciampando in altre complicazioni organizzative ma senza cadere dalla sella, è finalmente il nostro momento. La Cavallerizza, Wiracocha, amici di Carlo Ventura che giungono ad ascoltare le nostre parole, l’entusiasmo di questo viaggio. L’abbraccio del mondo si fa ancor più presente. Mentre le membra cedono alla notte, fra una birretta e l’altra, un gruppetto di iniziati ci accoglie al loro tavolo. Difficile riportare il flusso di informazioni e di affetti che ci trasportano. Un abbraccio grande a tutti voi..
Una giornata di riposo…ovvero di traslochi, rendicontazioni, recupero di incontri mancati, compere pre-viaggio fra trekking e ayurveda…e poi..

Crowdtour #3

Serre dei Giardini Margherita, 26-27 maggio, Bologna
giardini
Nelle parole di Alessandra:
“La nostra terza tappa si è inserita in una rassegna di due giorni dedicata al Gusto ed al Rituale, nella rigogliosa cornice dei Giardini Margherita a Bologna, colorata, oltre che da racconti e proiezioni di documentari, da un’amena passeggiata negli orti e dalla raccolta di erbe al crepuscolo di giovedì sera.
Abbiamo condiviso lo scenario con Manuela , antropologa romana che per un anno e mezzo ha convissuto con Pilar, curandera messicana dalle mille rughe, sconfinato sapere e pura dolcezza d’animo, che abbiamo conosciuto attraverso le immagini del suo documentario di viaggio.
Nel crepuscolo di venerdì la presentazione del nostro Wiracocha, la prima parte del rito, il farci forti, coesi e complici errando per far conoscere alla gente il progetto.
Anche stavolta pochi intimi accolgono le nostre parole, attenti, rapiti e presenti alle proprie e alle nostre emozioni che colorano l’atmosfera, che si fa propizia svelando i nostri sogni e gli intimi intenti del nostro viaggio.
E’ un privilegio ricevere tale qualità di ascolto.
Per la realizzazione di questo evento, e non solo, siamo stati sostenuti e aiutati nella logistica e in questioni più “sottili” da due angeli, Cecilia Selina Roffino e Laura Costa, la quale ci ha proposto, durante la serata, un esperimento con acque informate, che porteremo avanti anche durante il nostro viaggio. Il pubblico ha assaporato acque nutrite con diverse e crescenti frequenze, prima e dopo la performance musicale a cura di Yuri Dini con tzouras e tamburo e David Muesham al sax, con lo scopo di provare a rilevarne la variazione nel gusto e nella densità e di essere testimoni dei mutamenti prodotti nelle nostre cellule in seguito ad atti performativi e artistici.
Con la gioia nel cuore, forti del sostegno di tante amiche e amici, si muove verso la prossima tappa.”

Crowdtour #4

Associazione Gramigna, Giardino Officinale di Gabrina, 28 maggio, Reggio Emilia
reggio
Dal racconto di Elena:
“La gramigna umida e i delicati profumi dei tanti fiori officinali presenti nel giardino accolgono i primi partecipanti all’Atelier di Teatro Rituale. Cominciamo con un ritmo calmo tra esercizi di riequilibrio energetico, asana, presenza corporea, sintonizzandoci con i nostri movimenti e quelli dell’ambiente circostante. La natura saggia ci guida. Camminiamo, impercettibilmente tocchiamo terra con i piedi, solo sfiorandola, e ci apriamo, da terra, ad una nuova nascita. Alcune piante del giardino attirano la nostra particolare attenzione e cerchiamo di entrare in ascolto del loro particolarissimo ritmo e vibrazione. Avranno qualcosa da dirci? Non lo escluderei affatto..
La giornata intensa, prosegue con un buon pranzo ricco di molteplici sapori, di erbe medicinali e fiori. Beviamo tisane dal ricco sapore e dopo un dovuto riposo, il giardino officinale comincia ad attrarre a sé altre persone, adulti e bambini che si accingono a creare paste fresche colorate ( Pasta Matta) e lanterne magiche ( L’Indaco Atelier) e a conoscere meglio le proprietà salutari delle diverse piante.
Verso sera tutto è pronto per l’intensa performance di danza Butoh di e con Yuri Dini. Colpisce come tutti siano catturati dalla musica e dai movimenti e come anche i bambini, a volte cercando la vicinanza di persone conosciute, rimangano attratti da questa arte, attenti ad ogni singolo cambio di scena.
Dopo l’aperitivo/cena colorato di molteplici pietanze siamo pronti per la presentazione del viaggio circondati dalle lanterne dell’istallazione “Cluster” De L’Indaco Atelier. Rispondiamo a curiosità, chiarimenti e domande per poi lasciare spazio alla musica dei “Lama Lite”, allietati dal suono e da luci tra lanterne e lucciole.”

Crowdtour #5

Cascina Martesana, Milano
cascina
Alessandra:
“Il calore dell’abbraccio degli amici con i quali ho vissuto la città per un anno e mezzo, ormai 4 anni fa, e della mia luminosa famiglia, riunitasi apposta per l’occasione, ci investe fin da subito: tutti hanno risposto alla chiamata, al nostro desiderio di coinvolgerli, di raccontare, di entrare in risonanza.
Ci ospita la Cascina Martesana, un ex discarica nella quasi periferia milanese, ripulita e rigenerata da tre operosi giovani milanesi, situata in mezzo al verde e accanto a un tranquillo fiumiciattolo: l’atmosfera è casereccia e magica, il clima è tiepido, estivo, brulicante di vita che esplode.
La prima parte della presentazione si svolge nello spazio principale , all’aperto, dove si banchetta; è faticoso attirare l’attenzione dei più, eppure i nostri fedelissimi amici e sostenitori raccolti attorno a un tavolo, ci ascoltano con dedizione e curiosità. Pian piano conquistiamo l’attenzione di molti e la serata decolla.
Prima della seconda parte della presentazione, un ispirato Nijen, amico dj e assiduo frequentatore di paesaggi cosmici, ci fa danzare al ritmo di ottima musica; beviamo con gusto qualche birra e intanto ne approfitto per abbracciare tutti i miei amici, uno per uno.
Rieccoci insieme in uno spazio più intimo, una tenda con giardino dove entriamo a piedi scalzi, ci accomodiamo su comodi cuscini e ripartono i racconti.
Ne usciamo ispirati, carichi di informazioni dense e inedite per alcuni, stanchi ma estremamente gioiosi. Una suonata di tamburo sotto le stelle e siamo pronti per riposare.
L’indomani mattina, di buon ora, con il cuore sempre più stracolmo di speranza, accarezzato da tanto calore, ripartiamo alla volta di Bologna: è il momento di fare lo zaino!
Lima, stiamo arrivando!”

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